WS News

08.09.2020
WS Call focus on > Two Rooms

I nostri 3 vincitori della WS Call 2020 ormai state imparando a conoscerli ma che ci dite di chi alla Call ha partecipato ed era pure entrato nei magnifici 7? Per noi, lo ribadiamo, la scelta è stata dura e quindi vogliamo raccontarveli tutti, augurandogli di spiccare il volo anche senza di noi!
Cominciamo con il progetto Two Rooms dei waller Martin Telser e Giulia Micheli, intervistat* dalla nostra Daria Akimenko. Buona lettura!

Martin Telser + Giulia Micheli

Raccontateci per favore chi siete e come mai avete deciso di fare un progetto insieme!

GIULIA: Io sono di Trento. Ho terminato l’anno scorso il triennio alla scuola ZeLIG – mi sono specializzata in montaggio. Lì ho conosciuto Martin che invece era nella classe di regia. Abbiamo sempre avuto una passione per la stop-motion, e quindi c’è stata sempre l’idea di realizzare, un giorno, un film di stop-motion. Abbiamo visto la WS Call e deciso di provarci. Io conoscevo già la Weigh Station, perché il mio coinquilino Michele aveva vinto la call negli anni passati.

MARTIN: Io invece sono nato qua in Alto Adige. Un giorno sono fuggito a Vienna per studiare una cosa completamente diversa – economia sociale – e poi sono ritornato a Bolzano proprio per studiare alla ZeLIG, perché avevo da sempre la passione per i film. Anche studiando a Vienna non ho mai dimenticato questo mio sogno e volevo tornare. Dopo aver fatto la classe di regia ho sempre cercato di lavorare in questo mondo. Mi interessa non soltanto il documentario, ma tutte le forme dell’immagine. Come ha detto Giulia, anche io sono stato sempre affascinato dalla stop-motion, per me è una cosa quasi magica che ti porta quasi all’inizio del cinema. Dopo aver scoperto questo interesse condiviso abbiamo deciso di fare un progetto insieme.

E da dove viene l'ispirazione per la trama della vostra stop-motion “Two Rooms”?

M: All’inizio mi ispirava il digitale, la realtà virtuale diversa da quella che conosciamo. E il fatto che adesso, con i mezzi che abbiamo, ci avviciniamo sempre di più al dimenticarsi del nostro corpo fisico e all’entrare in un mondo completamente artificiale. E la domanda interessante per me è: se continuiamo così, cosa rimarrà del nostro corpo fra qualche decennio? La fantascienza, come in Matrix e in altri film, aveva ovviamente già riflettuto su questa idea. E se parliamo del dualismo fra il corpo e la mente, torniamo anche fino ai primi filosofi.

G: Volevo anche aggiungere che ci rendevamo conto che il lavoro dietro una stop-motion, anche corta, è immenso, soprattutto lavorando soltanto in due – con tantissime fotogrammi al secondo, con ogni movimento molto curato. Quindi cercavamo di creare una storia breve e con finale aperto, senza dare troppe risposte.

Trovo interessante che voi parliate della tecnologia e del “post-futuro”, mentre il vostro lavoro su questo film sarebbe stato fondamentalmente manuale, o analogico...

G: Sì, artigianale… Questa sarebbe stata una sfida per noi – dopo aver fatto la scuola del cinema e lavorato sempre in digitale eravamo molti attratti da fare qualcosa con le nostre mani, quasi tornare in dietro e fare qualcosa più “primitivo”.

E quindi che futuro ha “Two Rooms”?

M: E’ proprio una domanda che volevamo porre a noi stessi e allo spettatore :) La domanda sul nostro futuro condiviso. E’ una cosa di cui si parla già dall’inizio dell’era del computer, del perdersi nei videogiochi, del perdersi nel cellulare.
Per quanto riguarda il futuro del progetto, adesso stiamo fermi, perché ci servono delle risorse economiche e del tempo. Ma per fortuna il progetto non ha troppa fretta, per cui siamo sicuri di poterlo implementare più avanti.

E per concludere l’intervista in un modo leggero, vi volevo chiedere qual è la cosa più divertente che si possa fare senza uscire di casa :)

G: Se è riferito alla mia esperienza personale, io sono a casa con 5 coinquilini, e abbiamo già tantissimi momenti belli già solo stando a casa. Cucinare insieme e cenare insieme o fare serate cinema a casa… Ho questa fortuna di non essere mai da sola, e qualsiasi cosa quotidiana fatta insieme può diventare molto divertente.

M: Ultimamente, quest’anno, stando così tanto tempo a casa anche le nostre abitudini sono cambiate, abbiamo dovuto trovare delle nuove “gioie”, anche a volte nel far niente. Ed è bello conoscere se stessi meglio in questa nuova realtà.